Lo scorso weekend la Dolce Metà e la Piccolina erano ko per diverse malattie, per cui la spesa, il buon Attila, doveva andarsela a fare da solo.
Visto che si erano addormentate entrambe, dopo una notte da incubo (si davano il cambio nello svegliarsi e a manifestare ognuna i propri sintomi), verso le ore 12, mi sono recato nel più vicino Centro Commerciale per andare a fare la spesa all'Ipermercato.
Normalmente io e la Dolce Metà facciamo la spesa del week end verso le ore 18, quando gli Ipermercati sono stracarichi di famigliole con pargoli, per cui immaginatevi la mia sorpresa quando, a ora di pranzo, ho trovato quasi esclusivamente single e pochissime famigliuole con pargoli.
I prossimi particolari, vi potranno sembrare irrilevanti o solamente un esercizio di spocchia.
Per esercizio mnemonico, cerco di rileggere un paio di volte la lista della spesa della Dolce Metà e poi non estraròla, per cui sembra che faccia la spoesa in autonomia, al contrario di tutti i bravi maritini con il listone sotto mano
Quando giro per le corsie cerco di adottare un metodo piuttosto scientifico sia nella scelta della sequenza delle corsie, sia nella disposizione della merce del carrello, mettendo in fondo la carta igienica, che tanto anche se schiacciata dalle bottiglie, non ne risente.
So perfettamente quali siano i pannolini da notte della Piccolina (di giorno no, che ha imparato l'uso del vasino).
Non porto la fede al dito, perchè ho visto, nelle mie esperienze lavorative, perdere troppe dita per quel cavolo di anellino che si aggancia a tutto ciò che ha una parvenza di meccanismo.
Figuratevi la mia sorpresa a vedere gli sguardi di tante single, quando mi vedevano sfrecciare tra le corsie ostentando sicumera, senza lista, con un bel pacco di pannolini da "ragazzo padre" sopra al paccone gigante di carta igienica a un sacco di veli, cosa che dimostra che al pargolo ci tieni (nel mio caso, c'è che se porto a casa la carta igienica sbagliata, la Dolce Metà mi fa il culo come la bandiera americana). Cioè, avrei potuto tranquillamente attaccare bottone con un sacco di pollastre, senza alcuna fatica (non lo farei mai, sono noioso e fedele come un concerto della fanfara dell'Arma dei Carabinieri...).
Immaginandomi un pacco di anni fa, per quel breve periodo in cui sono stato in caccia continua, sarebbe bastato mettere un pacco di pannolini sopra al resto e tah-dah... sono cose che sconvolgono le tue convinzioni, sono cose che ti fanno scoprire delle particelle che viaggiano come Superman e che costruiscono i tunnel dal Gran Sasso alla Svizzera...
Poi torni a casa, tutto tronfio per avere preso tutto ciò che c'era scritto sulla facciata del foglietto vergato dalla Dolce Metà senza doverlo mai consultare e prendersi una valangata di insulti perchè - ehm - non ti sei accorto che c'era scritta ancora una cosa dal lato opposto del foglio e che era l'unica cosa veramente indispensabile... tanto nel pomeriggio non avevi mica nessuna partita da vedere su Sky invece di uscire di nuovo, no?
Intanto la Piccolina ha imparato a fischiare, per sommo scorno della Dolce Metà, adesso continua in loop a proporre l'intro di Patience.
Control Freak: Anatomia di uno SBRAGO
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