martedì 28 dicembre 2010

La lepre di fronte ai fari

Durante la settimana di ferie prima di Natale ho sofferto della solita "insonnia" da calo di tensione lavorativa (lo so è una cosa patetica, ma quando sono sotto tensione dormo meglio, o meglio, dormo), per cui mi sono passato un po' di nottate davanti a Sky Cinema.

Non ricordo quando, mi sono trovato davanti al film di Muccino "Baciami ancora".

Facciamo un po' di outing: a me era piaciuto (con moderazione, non piaciuto come Die Hard o come Star Wars per fare esempi) "L'ultimo Bacio", non tanto per la storiella in sé, quanto perchè ero riuscito ad immedesimarmi con i personaggi. Avevo 26 o 27 anni e i tizi vivevano qualcosa di molto simile a quello che stavo passando io in quel momento. Quei tizi potevano essere tranquillamente alcuni dei miei amici.

Fine dell'outing, torniamo al film.

La storia è quella degli stessi personaggi dell'ultimo bacio invecchiati di qualche anno, davanti alla prospettiva di arrivare ai 40, praticamente miei coetanei (ne farò 37 tra molto poco...).

Il problema è che in questo cazzo di film i tizi sono degli adolescenti che dinostrano 40 anni, non hanno più i miei problemi, non hanno più i miei interessi, hanno in mente solo cazzate e sono degli sfigatoni che giocano a fare i teenager fuori tempo massimo. Sono dei frustratoni che non riescono a vivere la propria età e risultano figurette patetiche senza un minimo di spessore, tutte a frignottine e risatine e sognetti del cazzo da segaioli (maschili e femminili, indistintamente).

La storiella fa cagare, ma questo è un dettaglio.

La questione è che mi sono sentito come la lepre di fronte ai fari di un tir che nella notte gli sta venendo addosso. Ho provato la visione del sublime pseudokantiana. Era talmente orrido che ne sono rimasto affascinato, talmente insulso che volevo vedere a quale punto riusciva ad arrivare (il "suicidio" di Santamaria è una delle scene più patetiche che abbia mai ardito vedere, peggio di un film porno pseudoamatoriale tedesco) e puntualmente rimanevo estasiato.

L'estasi del patetico: più in basso di così, in quel momento, ero sicuro di non potere mai più arrivare (lo so, al peggio non c'è mai limite, ma lasciatemi le illusioni). E' fantastico, è un momento in cui il Mondo si ferma e ci si inabissa nell'orrido. Tu guardi l'abisso e l'abisso ha lo sguardo vacuo e i capelli posticci di Giorgio Pasotti, ha la recitazione incerta di Stefano Accorsi, ha l'espressione monocorde di Pierfrancesco Favino, ha l'impossibilità di recitare un pianto verosimile di Vittoria Puccini, ha il modo scalcagnato di interpretare un depresso cronico di Claudio Santamaria, ha la negazione di ogni forma di attorialità di Marco Reggiani, ha l'imbarazzo nel vedere sullo schermo uno che tenta disperatamente di fare qualche mossetta senza mostrarsi implacabilmente impacciato di Primo Reggiani (ma nemmeno alla recita delle elementari...), ha l'assenza di qualsivoglia espressione di Alessandro Giannini (sarebbe perfetto come Robocop con la barba, a patto che non tolga il visore), ha l'inverosimiglianza di Sabrina Impacciatore, ha lo stridore della conzoncina di Jovanotti...

Ai titoli di coda mi sentivo rinato, ero arrivato a toccare un tipo di Nadir e mi era venuto anche un po' di sonno.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Certo che anche tu sei masochista.

Io l'Ultimo Bacio non sono riuscito ad apprezzarlo, ma ti perdono.

:-)

Yoss, muy sloggato e di fretta.

Benbow....I suppose? ha detto...

Premesso che ho odiato profondamente anche l'Ultimo Bacio e che NON lo reputo per niente un "bel film itagliano", ho in parte visto anche Baciamo Ancora. Mentre infatti la Signora Ammiraglia se lo gustava rapita dal mesmerico potere assoluto che Muccino esercita sulle donne comprese tra i 15 e i 45, io lavoravo al pc zitto zitto, che però è nella stessa stanza della tv, e quindi, oltre a sentirmi tutti i dialoghi, sbirciavo di tanto in tanto qualche fotogramma.

La tua disamina è corretta, un film di adolescenti che però avrebbero incomprensibilmente 40 anni. Il brutto è che ci sarebbero pure attori che, a mio parere, sanno recitare, come Favino e la Impacciatore (NON Accorsi, la più grande truffa del rock 'n' roll), ma in mano a Muccino tutto diventa ridicolo, patetico, kitsch, grottesco. Ci vuole proprio la teoria di Burke, dell'orrido e del sublime, per riuscire a sostenere la visione del film, perché altrimenti mi rimane inconepibile come una persona sana di mente possa volersi sottoporre ad un simile Metodo Lodovico. Ma poi, perché c'è qualcuno che sistematicamente urla ogni 3 minuti? Ma in che razza di famiglia è cresciuto Muccino?

leftheleft ha detto...

mi sa che allora salto anche questo film di Muccy e passo al prossimo.

come possibile superamento dell'orrido probabilmente ci potrebbe stare Alex l'Ariete, anch'esso però mi manca.