martedì 3 maggio 2011

In Difesa del Panino

Ta-dah... io non ho palle di parlare di Obama o di Osama, per davvero.

Voglio parlare di qualcosa che mi frulla in testa da qualche settimana.

Premetto che mi diverte leggere l'antro del dottor Manhattan, davvero molto. Però, qui c'è sempre sto cazzo di però, quando ho letto questo e questo, mi sono intristito.

Perchè?, si chiederanno i più accorti, ma magari anche no, in ogni caso, lo dico lo stesso.

Perchè mi sembra piuttosto ingeneroso trattare con i parametri del 2011 il primo movimento giovanile nato in Italia che non fosse politico (dark, metallari, punk etc., erano stati importati, per cui non valgono).

Come tutti i movimenti giovanili, i Paninari sono stati patetici, ridicoli e cazzari, su questo non ci piove. Ma in quale Italia nascevano? Nascevano da un Paese che stava uscendo da un tunnel di merda quali erano stati gli anni '70.

Certo le felpe della Best Company erano caciarone, come i colori fluo dei Moncler; però non dimentichiamoci che, prima, le divise nate nella nostra augusta nazione erano i bomber neri dei neofascisti e gli eskimo puzzolenti degli autonomi.

Certo il giornalino Paninaro disegnato con i fumetti di un porno di 10 anni prima faceva ridere, però quanto ridicoli erano i libretti rossi con le frasette di nonna papera con gli occhi a mandorla o le mie battaglie di un austriachetto con i baffetti da sparviero che erano le Bibbie dei giovani di 10 anni prima?

Certo, il gergo fatto di "Squinzia", "Cucador" e "Gallo" era davvero patetico, ma non dimentichiamoci che prima c'erano idioti che si chiamavano "Compagni" o microcefali che si appellavano quali "Camerata".

Certo, c'era qualche rissa tra chi si vestiva in modo diverso o ascoltava musica diversa, ma nessuno si prendeva più a sprangate perchè l'eskimo era troppo verde oppure perchè il bomber troppo nero; niente più morti a bastonate, oppure morti bruciati o gente con pallottole in corpo perchè le idee erano diverse.

Certo, andare in un bar piuttosto che in un altro sembrava davvero importante, ma non tanto da finire bruciati o ammazzati di botte come 10 anni prima.

In più, lo so che potrebbe risultare sconvolgente, ma conosco un ex paninaro che è diventato consigliere circoscrizionale del PD e un altro che (rullo di tamburi) è diventato consigliere provinciale di Rifondazione.

Giusto per dimostrare che le mode giovanili senza politica alle spalle non hanno alcun colore politico, appunto. Le Timberland erano e sono rimaste solamente scarpe, così come i jeans Levi's sono rimasti jeans niente di altro.

Sarà che a me ha sempre dato fastidio la politicizzazione di ciò che non è politico e non lo è mai stato.

Sicuro che il giornalino Paninaro era terribile, ma meglio quello di tanta merda che c'era stata prima.

5 commenti:

mp ha detto...

Ai tempi ero un giovanissimo (più o meno) metallaro, e come da regola non vedevo di buon occhio i panozzi. Dovessero chiedermi oggi un parere sui paninari di allora, probabilmente risponderei dicendo le tue stesse cose. E su almeno una cosa avevano ragione da vendere: i Duran Duran erano (e sono tuttora) un gruppo enorme.

Su docmanhattan: in generale lo trovo divertente, ed anche in questo caso in più di un'occasione fa ghignare. Ma alla lunga, ed è una questione mia personale, i post/blog in cui si passa il tempo a scrivere perlopiù quanto questo faccia schifo o quanto quello sia (stato) una merda mi avrebbero anche sbriciolato le gonadi. Che ci sia una marea di porcherie in giro, lo so da me.
E' solo che preferirei leggere più spesso di quanto una cosa possa essere piaciuta o di cosa si sia trovato di interessante in un'altra... ma questo è un problema mio. Poi, in fondo, lo so anche io che scrivere che qualcosa fa schifo (magari con un po' di sarcasmo) è ben più semplice che spiegare cosa possa esserci di interessante.

Agelmondo ha detto...

Bel post, davvero bello mi ha dato l'ispirazione per scrivere qualcosa, forse. Avevo scritto un commento lunghissimo, ma blogger se l'è divorato.

Comunque condivido l'opinione di un recensore del calibro di blumfeld/mp. E' più facile distruggere che costruire, così come è più facile criticare qualcosa di brutto che lodare qualcosa di bello.

Dr.Manhattan ha detto...

Ringrazio innanzitutto Attila e mp per le belle parole. Detto questo, vorrei solo aggiungere alla discussione che lo scopo di tutti quei post inutili sui Topolini e il Paninaro e Zippo Panino e i Masters e Big Jim non è semplicemente perculare le mode di allora. E' un modo come un altro per ricordare quello con cui nel bene e nel male siamo venuti su, ma senza gli occhi foderati di prosciutto come si usa sull'internetto. Giocare sulla nostalgia lasciando fuori la nostalgia. Perché anche se li ricordiamo come anni d'oro, in cui si stava meglio, in cui tutto era più figo e bellissimo e colorato, magari non è esattamente così. Solo questo: torno a cancellare le minacce di morte dei fan di Big Jim. Ciao.

PS
I Duran Duran spaccavano a bestia.

mp ha detto...

Aggiungo, Doc, i complimenti per il lavoro di scansione, upload e tutto il resto dell'arcaico documento paninaro (e non ultimi, più di un passaggio divertente.)
Seguendo il tuo blog da tempo, so bene che la tua ottica non è quella di dire che schifo questo o che schifo quello. (Bastano anche solo i post sulle pheeghe dei fumetti o del wrestling per smentirmi.) Diciamo che in questo caso (e sottolineo: non tanto per tua colpa, quanto per una mia forma di ipersensibilità causata dall'internette) sono rimasto un po' perplesso.
Ma, sia chiaro, l'apprezzamento per il tuo lavoro rimane invariato. Torno a lurkare. Ciao.

The Union of the Snake is on the climb!

Attila ha detto...

Rimarcando l'apprezzamento per il blog, sostengo ancora oggi che dopo il buio di quella merda dei '70, gli '80 non saranno stati solo luce, ma erano abbaglianti per chi era uscito dalle tenebre di un Paese che danzava sull'orlo del precipizio tra occidente e cortina di ferro.

Essendo stato sempre un individualista convinto, non mi sono mai riuscito ad identificare con alcuna moda, insomma portavo (e porto tutt'ora perchè trovo estremamente comode e solide) le Timberland, ma sapevo a memoria il discorso iniziale di The Number of the Beast.

L'unica cosa che mi ha fatto girare le scatole sul serio è che hai definito come "porcheria" "MIA BOCCA" di Jill Johnes (turbamento adolescenziale per antonomasia, le scarpe sbattute con le mani sono state una rivelazione) scritta da Prince prima di rincoglionirsi e diventare "The Symbol".