venerdì 15 ottobre 2010

Ritorno in culo al Mondo

Come qualcuno si avrà notato, in questi giorni sono stato abbastanza preso, in quanto ho dovuto fare il training ad alcuni tizi di una società di revisione perchè mi accompagneranno a fare una stracazzo di simil due diligence nell'ultimo Paese in culo al Mondo, di cui vi ho già parlato.

Il training è solo scuola di sopravvivenza in questi posti del cazzo per non finire male o per non irritare i potenti del luogo. Tipo: non andare a puttane in qualche strip club se non in gruppo, senza troppi contanti e prendendo un taxi di gruppo (solo a questo dovrebbero servire i contanti), ovviamente senza vestire la giacca e la cravatta, che è come mettersi un stracazzo di cartello in fronte con su scritto: "Sono un idiota occidentale, venite a squartarmi, che tanto qualcosa in tasca lo trovate sempre"; oppure, non fate fotografie ad minchiam, chiedete sempre il permesso a chi vi accompagna, che potreste fotografare qualcosa per cui potreste pentirvi amaramente di averlo fatto, nemmeno con il telefonino, tanto se ne accorgono, questa gente è mezzo paranoica. Poi, va bene, c'è l'approccio con i locali e come è meglio interfacciarsi con loro per fargli dire anche quello che non vogliono dire senza che loro se ne accorgano troppo, oppure si sentano fregati perchè gli hai estorto qualcosa.

Fatto sta che, a parte il tizio deutscho che mi creerà un sacco di problemi perchè è flessibile quanto un tondino di ferro da 18 mm, gli altri mi sembrano piuttosto svegli, per cui durante il giorno riusciremmo a sopravvivere tranquillamente e la sera facciano un po' quel cazzo che gli pare, tanto mi barrico come al solito in camera, alla ricerca di uno stracazzo di canale satellitare che mi faccia vedere le sintesi delle partite di Champions e le immagini dei campionati europei, lasciandoli andare a prendersi le loro dovute malattie nei puttanai "certificati contro ogni malattia" (sììì, eccome no, ho appena visto un maiale che effettuava una cabrata perfetta...) come la maggioranza dei tizi con cui mi trovo a viaggiare in culo al Mondo.

Allora, domani mattina partirò dall'aeroporto, ad un'ora in cui i gufi stanno per smantellare il loro rave party quotidiano e tornerò (spero, tutto intero sarebbe meglio) venerdì/sabato prossimo, a seconda di come andranno le cose/quanti casini creeranno i miei amiconi di viaggio (kartoffeln, sei avvertito, se vai troppo oltre la soglia di casino consentita, ti spacco la testa, tanto lo sai, vero?). In tutto questo periodo non avrò nessun accesso ad internet, non potendo nemmeno portarmi lo stracazzo di netbook appresso (avendo anche scoperto che se cercassi di connettermi con la mia cazzo di chiavetta, al primo quarto d'ora di connessione mi arriverebbe una fatturina da 450 €, per cui faccio di necessità virtù), insomma, festa!

Non potete immaginare, mercoledì mattina, quando mi son trovato tutta questa schiera di figuri interazionalmente a me sconosciuti davanti nella sala riunioni del Grande Complesso Industriale lombardo, con il board member responsabile della parte finance che, sogghignando, si felicitava per la mia vittoria nel prestigioso concorso "Vinci una settimana in Culo al Mondo assieme ad una mandria di simpaticissimi auditor" (che io odio gli auditor, n.d.r.) con tanto di premio da consumarsi entro e non oltre sabato, quante bestemmie ho sillabato dopo il primo momento di sorpresa e conseguente sbandamento.

Vabbé, dai, vado a comprimere tutto nella valigia...

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Attila caro, quando torni ci fai un post in cui spieghi la pratica dell'andare a puttane dei manager? Anche il mio Husband mi descriveva le stesse scene dei colleghi, mentre lui se ne andava in camera a guardare BBC World.
Ma una come fa a fidarsi? Perche', beh, io sono convinta che tutti i manager sposati o fidanzati dicano alle proprie morose e mogli che LORO stanno in camera mentre gli altri vannoa troie. Ovvio no.

Insomma, perche' i manager in viaggio di lavoro vanno a puttane?

E' una domanda scema?

bixx

cervello ha detto...

Io non sono un manager ma vivo in trasferta. Diciamo che l'andare a puttane è un modo di captare l'affetto (oltre alle malattie), che avresti a casa. Almeno io me la racconto così.

ed* ha detto...

è come se fosse una gita enogastronomica.
ma con le puttane.

SCIUSCIA ha detto...

Non chi chiamarlo "andare a puttane", che poi spaventi le donzelle, visto?

Usa uno dei tuoi termini fichi da grande azienda, no?



Esempi:
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"andare al bordello" -> "local interaction higher level"

"mignotta" -> "trusted company principal account"