venerdì 13 gennaio 2012

La Fine di un Simbolo

Negli scorsi giorni Genova è stata paralizzata da una manifestazione degli operai della Fincantieri perchè stanno chiudendo lo storico cantiere navale.

Io lì ci ho lavorato per diversi mesi quasi dieci anni fa, sono davvero legato a quel posto. Lì ho imparato tanto, ho superato diverse sfide, insomma, è stato davvero importante.

Bene, quel cantiere è il simbolo dell'inefficienza della nostra beneamata penisola.

Come si fanno a costruire le navi in un posto quasi inaccessibile ai TIR, i quali, per arrrivarci, devono passare tratti autostradali impossibili, muoversi nel pieno traffico cittadino e superare un cavalcavia in contropendenza con due curve a tornante per salire e scendere? Come si fanno a costruire le navi in un bacino che può contenere al massimo qualche mezzo troncone senza nemmeno grande spazio per il successivo varo? Come si fanno a costruire le navi con una banchina talmente stretta da far passare a stento un bull (un "muletto" levatore più grosso, ma tanto più grosso del normale) senza che questo finisca contro una gru a cavalletto? Come si fanno a costruire le navi in un posto da cui è quasi impossibile uscire con una di queste senza rischiare di portarsi via mezza pista di decollo dell'aeroporto?

Con i soldi pubblici è la prima risposta; affossando le altre realtà è la seconda. Questo, in sintesi, è quanto è successo in tutto il resto del Paese: si è voluto continuare a d insistere in ambiti impossibili perchè obsoleti o inadatti spendendo denaro pubblico e rendendo il resto del Paese meno competitivo, perchè quelle tasse vogliono dire meno competitività per tutti gli altri.

Tornando a bomba sul cantiere di cui sopra: non è che in Asia riescano a fare delle navi da crocera, ci hanno provato in Giappone, ci hanno provato un paio di volte in Corea, ma hanno costantemente fallito. Le navi da crocera si fanno in Europa, nemmeo negli Stati Uniti: l'Italia, la Francia e la Finlandia hanno cantieri capaci di soddisfare gli armatori. Il problema dei cantieri italiani è che ci sono 2 al massimo 3 cantieri che riescono a sostenere la concorrenza degli stranieri contenendo i costi, mentre gli altri sono solamente zavorra, al massimo qualche corvetta e qualche altra piccola imbarcazione militare, pochi spiccioli per la cantieristica, nulla di più.

Gli armatori devono contenere i costi e non si può più pensare di avere tre o quattro cantieri zavorra che "devono lavorare" anche se non hanno le infrastrutture e le caratteristiche per produrre nel 2012. Perchè, signori, siamo nel 2012 e non nel 1972.

In pratica, signori, si deve produrre dove conviene e dove le infrastrutture e le condizioni lo permettono, perchè, con la scusa che lo Stato deve "farsi garante" dell'improduttività o altre stronzate simili, siamo arrivati alla spesa corrente ed al debito pubblico che ci fa conoscere il significato della parola "spread" non riferita a alle prestazioni di Tera Patrick.

4 commenti:

Conte di Montenegro ha detto...

Tera Patrick è proprio una gran Fi(n)ca(ntieri).

Attila ha detto...

Speriamo che non usi le solite gru a ponte che usano le pornostar stellestrisciate per farsi i lifting...

Tommy Angelo ha detto...

Vabbé ma adesso che non c'è più Berlusconi queste cose non succederanno pià, vedrai...

Attila ha detto...

Noooo, ma il Berluska ci sarà sempre e comunque... sennò Pancho Pardi rischia di finire nel capitolo del WWF tra le razze in via di estinzione...