mercoledì 18 marzo 2009

Lezioni di Autodifesa 1

Ho già spiegato nell'Intro a questa rubrica cosa intendo per autodifesa, per cui non mi ripeterò.

Come prima lezione introdurrei lo Spirito con cui bisogna approcciare alla propria difesa in caso di minaccia fisica evidente.
Il mio primo consiglio è quello di sorridere apertamente (non in tono di sfida, ma di sincero divertimento) al proprio avversario, questo è un atteggiamento che sconcerta la controparte, viene messo in discussione un dogma di ogni malintenzionato: il mio avversario è pronto alla lotta oppure il mio avversario se la sta facendo sotto. Questa è la prima breccia nella sicurezza della controparte, ma non viene percepita come una minaccia, ma come una stranezza.

Il secondo consiglio è quello di non parlare. Parlare, cercare una frase ad effetto è deleterio: sconcentra. Io devo pensare a qualcosa di corretto da dire, per cui perdo di vista il mio obiettivo primario: l'autoconservazione. Stare davanti al mio avversario con un sorriso largo e aperto, senza proferire parola aggiunge disagio alla controparte, fa perdere concentrazione, si chiederà "ma cosa ha da sorridere questo/a"

Il terzo consiglio è quello di non mettersi in guardia, ma rimanere tranquilli con le braccia basse e le mani aperte, estremamente non minaccioso.

Il quarto consiglio è quello di canticchiarsi mentalmente una canzoncina allegra come può essere "Lovely Day" di Bill Withers (è un esempio, può essere scelta una qualsiasi canzoncina allegra). Questo aumenterà la concentrazione, libererà la mente, farà mantenere il sorriso aperto e darà ritmo all'azione.

Il quinto consiglio è quello di procedere con un'azione secca, mantenendo il sorriso, senza far trasparire l'inizio. Questo vi darà una bella aria da psicopatico/a, aumenterà il disagio nell'avversario e lo dissuaderà da eventuali rappresaglie una volta rialzatosi o in futuro. Che uno si difenda sorridendo, mostrando un divertimento che può essere definito "ebete" terrorizza, perchè chi si troverà a terra non riuscirà a capire cosa vi passa dalla testa. Psicologicamente è molto destabilizzante trovarsi davanti a qualcuno che mi massacra ridendo beatamente e tiene alla larga anche eventuali amici dell'energumeno in questione che non vorranno essere massacrati con un sorriso.

Passiamo al caso pratico prendendo sempre in prestito la situazione indicata dall'ottimo Faina:

"Vieni qui testa di cazzo" Ci si avvicina al simpaticone sorridendo apertamente e ci si può permettere un "Pardon?" giusto per non distruggere un innocente (bisogna avere una coscienza sociale, se lui avesse chiesto gentilmente che ore sono e lo avessimo mal interpretato, potrebbero nascere i rimorsi per averlo fatto stramazzare a terra)

"Testa di cazzo" Non ci sono dubbi, si mantiene il sorriso, ci si avvicina e parte la musica

"Hai guardato la mia ragazza" L'energumeno deve trovare una giustificazione come causa scatenante la sua voglia di menare le mani - When I wake up in the morning love -

Il sorriso aperto e il mutismo lo destabilizza - and the sunlight hurts my eyes- , deve dire qualcosa "Tu l'hai guardata" -And something without warnin', love-.

Il sorriso divertito lo irrita maggiormente, ma non riesce a capire cosa vi passa dalla testa - bears heavy on my mind -, per cui ripete "Testa di cazzo" - then I look at you and the world's alright with me - ed è pronto a partire, per cui alza il pugno - just one look at you - ma lo avete sempre continuato a guardare sorridendo per cui lo si anticipa con un debilitante calcio sullo stinco di punta - and I know it's gonna be - ginocchiata in faccia - a lovely day - ripetute gomitate alla schiena fino a che non è per terra - Lovely day, lovely day, lovely day, lovely day - e si comincia a calciare mentre è a terra cercando di mirare alla nuca senza mai dimenticare il sorriso - lovely day, lovely day, lovely day, lovely day -

Ok, adesso che è a terra piagniucolante, gli si può chiedere se era proprio necessario farsi massacrare per una presunta sbirciata ad un vaccone come quel troione che si porta a spasso e gli si possono fare i complimenti per le Nike nuove chiedendogli gentilmente dove le ha comperate, quanto le ha pagate e se sono anche comode.

2 commenti:

Alessio ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Attila ha detto...

Ci sono delle occasioni in cui è materialmente impossibile evitare uno scontro, perchè la controparte lo cerca con tutto il proprio essere, per cui è meglio essere preparati. Normalmente questo accade quando uno è ubriaco, strafatto di droga sintetica/cocaina, oppure deve dimostrare qualcosa al branco (normalmente è quello che ricerca una conferma alla sua essenza di maschio alfa), oppure deve fare colpo/incentivare la propria mascolinità su una femmina (come nell'esempio riportato), oppure momenti di fortissimo stress (come durante una coda in macchina, ma in questi casi cala sensibilmente il coefficiente di inevitabilità); in tutti questi casi lo scontro fisico ha una fattibilità del 90-95% (gli amici, la ragazza in questione, il momento di lucidità possono fornire un deterrente, ma sono rari).

Per tutte le altre occasioni, suggerisco sempre la via del confronto civile, senza alzare i toni, facendo spiegare alla controparte le proprie ragioni, non mantenedo un atteggiamento aggressivo, ma pacato. In fondo molte risse sono evitabili in quanto basata sul fraintendimento (anche nell'esempio portato, si dava alla controparte la possibilità di ricredersi), meglio evitare sempre complicazioni. La difesa, in quanto tale, va svolta solamente nel momento in cui uno si trova davvero nell'impossibilità di fare altrimenti.