martedì 30 marzo 2010

Se tu non hai mai visto un uomo piangere...

Stamattina, dopo che ieri sera ero crollato alle 21.10 scarse, mi sono svegliato alle 6 in punto, così per magia, senza l'aiuto di alcuna sveglia, così ho deciso di andare a a correre prima del previsto e sono rientrato verso le 7, dopo la solita oretta (e i soliti 12 km).

Fatta la doccia, acceso il televisore, stavo per azionare il tastino di Sky, quando vedo il senatore del PD Latorre che parla, con gli occhi bassi, per cui mi fermo un attimo: ha un atteggiamento strano. Un attimo dopo di lui parla un tizio dell'IDV (non so chi sia) dal solito italiano stentato con forte accento dialettale e il buon Nicola abbassa la testa e mette una mano sulla tempia, sembrava che piangesse.

Mi sono sentito a disagio per lui, ho sentito un'empatia totale con il senatore.

Un po' come mi ha fatto tenerezza la vicenda di Sandra Bullock, che scopre, subito dopo aver vinto un Oscar, che il torello che si è sposato non è proprio un esempio di fedeltà.

Con Fuksas no, non riesco a provare alcuna simpatia per questo pallone gonfiato dall'italiano stentato che dà del ladro a Bertolaso, così aggratis, che tanto non ci si fa mancare un cazzo quando si è dei cafoni.

15 commenti:

essere disgustoso* ha detto...

be', su la torre permettimi di dissentire: l'idv ci gioca molto sull'inflessione dialettale e gli errori grammaticali al pari di come fa la lega.
ma se fossi in mezzo a loro chinerei il capo più per la torre che per l'altro.

latorre, attila, latorre.

2005, caso unipol: latorre, tesoriere ds, coinvolto con diverse intercettazioni.
latorre: "sì, ho sbagliato a mettermi d'accordo con consorte, e allora? dovrei dimettermi?"
sempre 2005: latorre dice che fassino non capisce un tubo.
latorre: "sì, ho sbagliato a dire che il segretario non capisce un tubo, e allora? che dovrei fare, dimettermi?"
2008, omnibus: accanto ad uno di an e a uno dell'idv, passa un foglietto a quello di an contro l'idv:
latorre: "sì, è vero, ho fatto una cazzata ma che dovrei fare, dimettermi?"

quello che mi chiedo è: chi devi violentare per dimetterti?

no, niente compassione per nicola latorre.

leftheleft ha detto...

ahh!
le famose fave di fuksas!
io però preferisco lo jogurt della marcuzzi!
mhhh! lo jogurt della marcuzzi!

Attila ha detto...

Beh... sull'acume politico di Fassino, vuoi dargli torto?

Poi: Perchè uno si deve sempre dimettere appena lo si accusa di qualcosa?

Nel mio lavoro vengo accusato (all'interno della Grande Multinazionale Bastarda) quasi ogni giorno di qualcosa, se dovessi dimettermi ogni volta, avrei cambiato un centinaio di lavori, io, normalmente rispondo: "per me è così (o cosà), se a voi non sta bene, cacciatemi" (ho un contratto da dirigente, possono tirarmi un calcio nel culo quando vogliono).

Non capisco davvero questa necessità di dimissioni sic et simpliciter...

Attila ha detto...

Left: però adesso che si è fatta ridurre le tette... si è fatta ridurre le tette...

no, sul serio... si è fatta ridurre le tette...

e nessuno ha nemmeno invocato l'intervento delle Nazioni Unite, cazzo!

Basta Con La Droga ha detto...

Considerato che, della politica italiota, mi frega cazzi, vorrei parlare di Sandra Bullock che, secondo me, è il prototipo assoluto di MILF e... basta, non devo più dire niente. Sandra Bullock è figa. Ciao.

essere disgustoso* ha detto...

be', in primis il tuo è un lavoro vero e a pagarti è un privato.

e poi, dovresti saperlo ormai, sono di quelli che se ne sbattono della responsabilità penale e chiedono totale trasparenza del politico rispetto all'elettorato: latorre, fassino e d'alema, in quell'occasione, dovevano dimettersi per dare un segnale del genere "abbiamo sporcato l'immagine del partito e per il suo bene ce ne andiamo".

stiamo parlando di scalate bancarie e della tanto odiata commistione tra finanza e politica*, in inghilterra si dimettono per 20 sterline di video porno pagati con i soldi pubblici.

be', sì, su fassino aveva ragione, te lo concedo.

* = è vero che non c'è partito senza una banca dietro ma quando escono fuori certe cose alzi i tacchi e te ne vai. come con morgan: credo che in rai non sia l'unico a farsi di cocaina ma non lo puoi dire in pubblico e, se lo dici, vai fuori. sono le regole del gioco.

leftheleft ha detto...

@ attila

ecco hai centrato il punto fondamentale per il quale io mi sono convertito ed ora credo in Dio!

perchè oltre le 5 classiche prove Tomiste dell'esistenza divina:
* Ex Motu
* Ex Causa
* Ex Contingentia
* Ex Gradu
* Ex Fine
che sinceramente non mi avevano del tutto convinto,
c'è ora da aggiungere la sesta e definitiva:

* Ex Zinnae

difatti la marcuzzi si era fatta ridurre le tette ma ESSE, chiaramente su mandato divino, SONO RICOMINCIATE A CRESCERE!!!(linkino)!
http://www.haisentito.it/articolo/seno-alessia-marcuzzi-cresce/292/

Adesso dimmi tu se uno non deve diventare religioso!!!

Attila ha detto...

@Bastaconladroga: Non ce la faccio, la Bullock a me pare assessuata... non mi fa un cazzo di sesso, non lo so, sarebbe come tentare di ciularsi la propria sorella... un po' come capitava a Michael J Fox nel primo Ritorno al futuro...

@Left: ho visto la luce!

@ED*: Per me le dimissioni si danno solo in caso terminale, quando non c'è più un cazzo da fare, o dopo una tranvata tra i denti da parte degli elettori, sono loro, alla fine i cd "datori di lavoro" e sono loro che ddovrebbero mandare a casa i politici...

essere disgustoso* ha detto...

@attila
tranvate sui denti che il pd prende anche per colpa di questi episodi: durante il tormentone unipol, negli ambienti di destra che frequento la gente non mi chiamava neanche più per nome. mi chiamava "unipol".
in sintesi, credo che gli elettori non facciano che mandare a casa i dirigenti del pd. sono loro che non se ne vanno mai perchè, per l'appunto, cosa dovrebbero fare, dimettersi?

Attila ha detto...

@ED*: La questione è diversa, per i cd "scandali", fino a che non è tutto più che provato, si va avanti, le cd "questioni morali" sono fuffa inventata da Berlinguer negli anni '70 perchè non sapeva più a che santo appendersi.

Per quanto riguarda invece il voto degli elettori, è un altro paio di maniche: quando si è certi (tipo dopo un'elezione particolare) di non avere più un seguito o aver esaurito la propria "spinta" (lo so, fa ridere anche me questa espressione, solo che non mi veniva di meglio), bisognerebbe ritirarsi. Calcolando che, in ogni caso, è sempre più semplice stare all'opposizione che non al Governo (ma questo è scontato).

essere disgustoso* ha detto...

zsulla questione morale non sono d'accordo: fuffa o no, berlinguer scelse il santo giusto e prese voti e vendola, l'unico sinistroide uscito vincitore dalle elezioni, ha fatto dimettere frisullo e l'altro (di cui non ricordo il nome) quando erano solo indagati: da questa parte posso assicurarti che siamo sensibili alla questione morale quantomeno come segnale di discontinuità rispetto al centrodestra.
sono comunque garantista, non sei un ladro sino a quando non arriva la condanna ma sei dirigente di un partito o hai impieghi pubblici, finchè non ti fai processare, ti dimetti per essere completamente trasparente di fronte all'elettorato.
c'è gente che si dimette per gli editoriali di feltri.

Attila ha detto...

E dimettersi per un editoriale di Feltri non ti pare un abominio? O per un avviso di garanzia di De Magistris?

essere disgustoso* ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
essere disgustoso* ha detto...

[pessima grammatica, qui sopra]

su dino boffo, sebbene trovai la vicenda godevole e divertente, si torna a quanto detto prima: sei direttore di un giornale privato, non il tesoriere di un partito.
per gli avvisi di garanzia, sì: non perchè sei colpevole ma per discolparti e tornare pulito.
i de magistris che non concludono nulla sono casi isolati: di solito se ti indagano c'è un motivo sotto e sospendersi dalla carica per tornare a fare il proprio lavoro sino alla dimostrazione della più totale estraneità ai fatti è un atto di trasparenza verso l'elettorato, secondo me.
poi dipende anche dai reati, certo.

Attila ha detto...

No, sono completamente in disaccordo: se tu ti dimetti, la tua vita politica è bruciata a prescindere che tu abbia torto o ragione.

Ho visto esempi di gente che è uscita linda da inchieste che sembravano inchiodarli, ma non è più potuta tornare in politica. Poi, quando un processo dura 15 anni, puoi dire addio a qualsiasi velleità di rielezione o altra carica, ormai sei perso.