venerdì 2 aprile 2010

What if

Oggi ho tempo, perchè sto partecipando ad una stracazzo di videoconferenza di cui me ne frega meno di una minchia con altri 40 o 50 collegati, per cui sono meno di una manciata di pixel sullo schermo e allora post lungo autobiografico che, anche se a nessuno frega una cippa dei miei racconti autobiografici, lo faccio perchè mi sono stufato di parlare di politica.

Partiamo da un punto: questo post di qualche giorno fa di singleatrentanni che vedete nel mio blogroll (ho imparato questa parola e adesso chi mi ferma più... blogroll... blooooooogroll... blogrrrrrrrrrrrooollll... ok, basta, i 5 secondi da mentecatto hanno stufato) mi ha fatto riflettere e, come sapete, visto che non sono un fulmine di guerra, pensandoci e ripensandoci, mi ha fatto venire in mente un sacco di cose che, alla fin fine, non hanno molta attinenza con il post in questione, ma volevo spiegare da dove partisse il mio sproloquio e rendere onore al merito (o dare la colpa, a seconda dei punti di vista).

Facciamo un bel santo indietro di vent'anni, più o meno. Troviamo un Attila alle prese con il quarto anno del suo liceo baysideschool, con i capelli lunghi stile Sebastian Bach (no, non ero figo come lui, però adesso sono bello in forma e non gonfio come lui, qualche rivincita sulla vita bisogna prenderla, no?) e con una buona popolarità acquisita tra il pubblico femminile coetaneo, mi sto ancora chiedendo il perchè a distanza di decenni.
Il buon Attila, però, è da sempre tendenzialmente monogamo, ha questa bestia di malattia che lo perseguiterà per il resto della propria esistenza, per cui si innamora (o pensa di innamorarsi, ma questa è un'altra storia) di una e una sola... mi spiego, potrebbe averne molte, ma si intestardisce su di una e va avanti fino a che le cose precipitano e si lasciano irrimediabilmente (rimanendo amici, sono rimasto amico di tutte le ex, anche se alla Dolce Metà questo non aggrada), però il tempo trascorso assieme, di norma, dura almeno 1 anno (se non di più), un'era geologica se pensiamo che stiamo parlando di adolescenti. Attila non riesce a "sparare nel mucchio" come molti suoi sodali fanno, no, lui è una testa di cazzo, non ce la fa proprio.
Durante i primi mesi di scuola, i rapporti con l'ultima "storia lunga" si erano incrinati e i saluti e baci erano giunti subitanei, per cui il vostro Attila arrivava alla festa natalizia (uno dei due momenti più importanti di tutto l'anno scolastico) della scuola senza essere accompagnato.
Siamo nel Nord Est, per cui l'alcohol ai minori non è mai stato taboo e nel periodo era molto in voga il Martini (bianco)-Cola, per cui il vostro si metteva appoggiato al bancone ad osservare la sala intento a cercare di sbronzarsi/manontroppochepoisarebbevenutol'ingegnerearecuperarloenonerailcasodifarescenepatetiche, quando... ecco la folgorazione: capelli castani lunghi lasciati sciolti sulle spalle, vestito scuro tunicato a pantalone (boh, avrà anche un nome, ma non lo so e non mi frega di saperlo) e polacchine ai piedi (andavano molto); l'aveva già vista a scuola, era due classi indietro al nostro prode, ma non l'aveva mai "guardata", cioè sì era una ragazza piuttosto carina, ma nulla di più. Attila fletteva i muscoli e si appropinquava accennando a qualche passo di danza (sono sempre stato piuttosto atletico, anche se, come diceva la cassetta di In&Out Schwarzy non balla), fino a che la vedeva ritirarsi dalla pista con un'amica e sedersi sui bordi di un tavolino basso, sopra al quale c'è altra gente che balla; con abile mossa Attila conquistava la parte alta del tavolino sui cui bordi era seduta e, dopo aver ballato brevemente, con un salto sopra alla testa di lei con giro di 180° atterrava davanti a lei sorridente e si presentava. Lei in effetti stupita e, probabilmente (non so quanto), divertita, si metteva a chiacchierare, accettando l'offerta di "un giro" (sia mai... senza voler scomodare la meschina figura di quel grand'uomo di Massimo Fini) e andavano avanti per una buona oretta, prima che cenerentola dovesse andare perchè la carrozza era venuta a prenderla.
Orbene, arrivano le vacanze natalizie e Attila ha altro a cui pensare (un giorno ci farò un post, ma è un'altra storia), per cui la perde un po' di vista.
Arriviamo ad aprile, perchè Attila, oltre ad essere lento di comprendonio, è uno che elabora le cose con molta calma, insomma, non guarda le aquile proprio negli occhi, se ci siamo capiti. La "rivede" nel senso che gli si accende una lampadina interiore e, nel tragitto tra la scuola e dove prendere l'autobus (più di 1 km, per la cronaca), la affianca e ci comincia a parlare riprendendo il discorso di 4 mesi prima, fino a regalarle anche una cassetta nemmeno troppo sdolcinata (insomma "Pump Up the Jam" o "Wild Thing" non mi sembrano i brani ideali per la colonna sonora di un qualsiasi film con Meg Ryan) e la invita un po' di volte ad uscire il sabato pomeriggio, ma niente, non riesce a raccogliere lo straccio di un appuntamento.
L'orgoglio di Attila lo faceva desistere a fine maggio e si giungeva all'arrivo del secondo evento scolastico dell'anno: la festa (nella stessa discoteca di cui sopra, con giardino estivo annesso) di fine anno. Attila si presentava con pantaloni bianchi a pallone con cavallo basso (ce li dovrei avere ancora da qualche parte...), anfibi ai piedi (lo so, siamo in estate, ma in quel periodo gli anfibi andavano bene a qualsiasi stagione), camicia bianca e giacca nera, in pratica uno spettacolo e lei si presentava con i capelli raccolti in una specie di elaborata crocchia sopra la testa, un toppino rigido damascato (in pratica una specie di reggiseno rigido e strassato) e pantaloni neri a pallone.
Attila e la signorina in questione sembrava si insiguissero con lo sguardo, ma il nostro pensava costantemente "ma figurati se io..." per cui la serata finì così e arrivò la lunga estate calda e poi arrivò di nuovo l'autunno.
Verso la fine di ottobre, Attila tornava alla carica, perchè aveva capito, nei lunghi mesi passati (ricordiamo che stiamo sempre parlando di una persona piuttosto dura di comprendonio), che effettivamente c'era qualcosa di più con lei.
Visto che Attila è fondamentalmente un patetico minchione, si affidava ad una lettera consegnata da un amico ad una amica di lei (apoteosi del patetismo).
Come al solito l'azione si svolgeva al ritorno da scuola perchè lei aveva chiesto all'amico di cui sopra attraverso l'amica di cui sopra di parlare ad Attila. Attila, mantenendo il suo atteggiamento da finto duro del cazzo, ma in un travaglio interiore da paura, l'aspettava nel cortile della scuola. Ecco, dopo un centinaio di passi scarsi, lei diceva al nostro Attila che, purtroppo, aveva incontrato un'altra persona e ci si era messa assieme. Ovviamente, in quel momento, il piccolo mondo rosa confetto con i cazzosissimi coniglietti e porcellini d'india danzanti veniva giù come le vetrate del Nakatomi Plaza nel momento in cui MacClane mandava giù il computer imbottito di esplosivo dalla tromba dell'ascensore; ma questa è un'altra storia.
In ogni caso la vita di Attila continuava, nonostante i suoi pensieri patetici sul futuro. Fino a che, circa 1 e mezzo anno dopo, il nostro Attila, per vie traverse, scopre che, effettivamente, lei avrebbe voluto mettersi con lui (siamo sempre in una tristissima storia adolescenziale tra minori, non dimentichiamocelo), ma ormai Attila era felicemente fidanzato con una ragazza con cui starà assieme 8 anni (ve l'ho detto che sono piuttosto patetico in queste cose... urlo molto rock'nroll, ma poi la mia vita sentimentale assomiglia ad una canzoncina sfigata di Al Bano e Romina).

E qui finisce il racconto e inizia il cineforum anni '70.

Adesso al lettore meno attento quanto vado a scrivere sembrerebbe un salto di palo in frasca, ma io confido nell'attenzione e, insomma, è il mio minchiosissimo blog, per cui scrivo come mi va anche se potrà stare sul culo ad Ernesto Galli della Loggia.

Cos'è un What if: è una storia a fumetti nell'Universo Marvel che si basa sul presupposto che un certo accadimento narrato in un qualche albo non sia mai accaduto o si sia svolto in maniera diversa o abbia dato risultati diversi da quelli riportati nella storia originale e questo muterebbe tutto l'Universo stesso in cui opera il protagonista e i correlati (un po' come Sliding Doors, per capirci). Cosa sarebbe successo se Wolverine avesse ammazzato Hulk, cosa sarebbe successo se Capitan America avesse accettato di concorrere alle elezioni, cosa sarebbe successo se l'Uomo Ragno fosse riuscito a salvare Gwen Stacy (al di là della puttanata dei gemelli, che lasciamo perdere va, che mi viene ancora il mal di stomaco).

Ecco, io, alle volte penso a come sarebbe stato il mio universo se avessi salvato la mia Gwen Stacy.

Mi spiego meglio, perchè l'ultima frase effettivamente era criptica: ogni volta che qualcosa mi va storta, sia dal punto di vista lavorativo (non è una Pleasure Cruise la Grande Multinazionale Bastarda, anzi, di mal di pancia ne ho parecchi, perchè i rospi che spesso mi tocca ingoiare non sono così digeribili), sia nei rapporti con la Dolce Metà (siamo due "testoni" e giochiamo spesso a chi ha la testa più dura, anche se, probabilmente, non riusciremo a stare l'uno senza l'altro) che dal punto di vista della vita in generale, penso a quanto sarebbe cambiato "se quella sera" ...
E' un qualcosa che mi aiuta a vivere, mi fa sembrare tutto più leggero, è una specie di training autogeno. E' una specie di scarico di responsabilità.

Credo che in qualche minchiosissimo fogliettino nei Baci Perugina pre moccioloso intervento qualche beota avesse scritto che "gli amori più belli sono quelli mancati" o una roba simile, io non lo credo, ma a me questo aiuta davvero a vivere più serenamente, è una specie di valvola di sfogo alle amarezze che di quando in quando si presentano davanti. E' il coniglio che mi fa uscire di casa prima che arrivi il motore del jet sulla cameretta.

Dopo la morale, siamo arrivati all'epilogo

Io e lei siamo rimasti amici, qualche volta (tipo una ogni due anni o giù di lì, ho un tempo libero risibile) vado a trovarla nel negozio che gestisce non lontano dall'Azure River, ed è sempre molto bella.

I miei ben informati amici mi dicono che è ancora single, che l'ultima storia seria che ha avuto è stato il tizio di vent'anni fa (si sono lasciati dopo meno di 6 anni, sempre secondo fonti attendibili) e sinceramente mi dispiace per questo (in questo caso nessuna ipocrisia e no, il naso non sta cambiando provincia).

Se a qualcuno passa per l'anticamera del cervelletto bacato la domanda se vorrei fare qualsiasi cosa con lei, la risposta è semplicemente no, preferisco avere il mio what if continuo, è un po' come la risposta che da Verbal ne I Soliti Sospetti quando l'agente Kujan gli chiede come mai non ha sparato a Soze: " Era Keyser Soze, agente Kujan, cioè il diavolo in persona! Come si fa a sparare al diavolo... e se sbagli???" E' la mia via di fuga dalla realtà, come si fa a percorrerla... e se poi è quella sbagliata? Preferisco un ideale fittizio ad una realtà che sono sicuro non può essere nemmeno lontanamente paragonabile al sogno; il bello di essere adulti è anche questo: Babbo Natale è un tizio ingaggiato da un Centro Commerciale a 6 euro l'ora, anche se ti dà l'idea di Natale e ti aiuta a riappacificarti con il Mondo.

Gran finale:

Un paio di sabati fa sono andato a trovarla con la Piccolina in quanto la Dolce Metà ci ha sbattuto fuori di casa perchè voleva farsi un bagno in santa pace e noi stavamo facendo casino, lei si è stupita di quanto la Piccolina mi somigli al di là dei suoi occhi azzurri come fari impossibili da non notare e la Piccolina ha insistito per andarle in braccio, ma, per fortuna, nessuno dei due ha fatto battute in proposito (probabilmente sarei diventato viola sia a farla che a riceverla) ; anche la Dolce Metà sa perfettamente della sua esistenza e, non riesco a capire perchè (ma a volte la psiche femminile rimane un mistero per il maschietto), la tollera molto di più che non le altre ex più reali, sembrano quasi amiche il paio di volte che siamo andati a trovarla e abbiamo preso un caffè assieme...

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POST SCRIPTUM

Un'altra grande soddisfazione da parte della Piccolina: lo scorso sabato se ne andava gattonando in giro per il salone canticchiando l'intro di Highway to Hell, con la Dolce Metà che mi accusava di averle traviato la figlia. Eravamo così sorpresi che non l'ho nemmeno filmata!

Sono soddisfazioni davvero grandi per un padre!!!

8 commenti:

essere disgustoso* ha detto...

mamma mia, le lettera alle ragazze.
giuro, mi hai fatto scorrere un brivido dietro la schiena: righe e righe orgogliosamenter rimosse.
ti odio, attila.

riguardo ai what if, vedi che anche tu hai qualcosa in comune con romano prodi?

nonno - enio ha detto...

il post è esageratamente lungo!

Attila ha detto...

@ED*: Lo so... pensa che la lettera in questione è stata letta da praticamente tutta la scuola e ho ricevuto i complimenti per la prosa da una sessantina di persone. E' un demone con cui combatto costantemente "quella" lettera!
Per quanto riguarda il Prodi 1 ci sono un sacco di "what if" ipotizzabili, per il Prodi 2, nemmeno il più geniale degli sceneggiatori Marvel potrebbe elaborare un finale alternativo...

@Nonno - Enio: Lo so, me ne scuso, però quando si ha a che fare con i propri fantasmi è davvero difficile condensare. Come si può vedere ci giro molto intorno: una parte di me voleva scriverne, un'altra parte non lo voleva assolutamente, alla fine un minimo di mediazione ho dovuto concedere alla seconda...

edmondantes aka leftheleft ha detto...

post dal sapore agrodolce.

p.s. sta videoconferenza deve essere durata 'n'infinità!

Attila ha detto...

La videoconferenza è durata 6 fottutissime pallosissime ore...

Potevo scriverne 3 di post così!

GRRRRRRRRRRRRRRRRRR

Questo è l'eco del mio digrignar di denti che prosegue in sottofondo da venerdì!

Single a trent'anni ha detto...

Mi hai dato un ottimo spunto per un nuovo post al blog, non mancherò di ringraziarti "come si conviene".

E grazie anche per il link :)


sa30a

Attila ha detto...

Il "come si conviene", per tutti i miei commentatori sagaci, si intende tra maschi adulti e eterosessuali; scusami Single a trent'anni, ma devo fare queste precisazioni che sennò qui si scatena la bolgia... poi mi vengono i dubbi sulla mia eterosessualità completa e dedicata, vengo sopraffatto dalle pulsioni da "fescion victimmmmm metereosexualll" e il ministro Bondi piange!

;-)

Single a trent'anni ha detto...

Eccoti ringraziato "come si conviene":

http://www.singleatrentanni.com/2010/04/what-if-cosa/